Comunicare la scienza
Nell’odierno dibattito culturale, i temi legati alla scienza sono messi da parte perchè soffocati da quelli economici. Da dieci anni l’associazione Scienza & Vita dà vita ad incontri interessanti sul tema Scienza come facoltà dell’uomo e per l’uomo.
Il 4 e 5 maggio a Roma si è tenuto il IX Congresso di Scienza & Vita con il tema “Comunicare Scienza Comunicare Vita”. Nella sua lectio magistralis Mons. Pompili sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana ha operato una riflessione incardinata su tre assi: lo scientismo moderno e le sue problematiche legate all’uomo, sfide ed opportunità della comunicazione nell’era digitale, nuove prospettive della comunicazione in relazione a scienza e vita. Nel primo passaggio si opera un’ analisi sulla tecnica che da un secolo ha subito uno sviluppo tumultuoso tale che da mezzo diviene fine.” Lo scientismo contribuisce ad un appiattimento della vita sulla scienza e non comprende l’eccedenza del mistero rispetto a ciò che è misurabile e quantificabile”. Nel secondo passaggio l’analisi volge lo sguardo alla comunicazione della scienza. I successi della scienza sono comunicati con enfasi ma la vita non si comunica: un bambino che nasce ad es. non fa notizia. Dopo Hiroshima è evidente che scienza ed umanità non vanno d’accordo. L’informazione scientifica si può manipolare come nel caso di aziende farmaceutiche che manipolano i risultati tramite l’opera di abili pubblicitari che non negano i fatti ma cambiano l’ottica degli effetti: c’è l’inquinamento ad es. ma preesisteva oppure si parla di pre- embrioni per non dar loro dignità di persone. Il terzo passaggio analizza il termine comunicare: mettere in comune. Ora la Chiesa pensa di cambiare strategia: non più l’uso di linguaggio difficile ma comprensibile e positivo. Non serve dire : l’aborto è un omicidio ma parlare dei molteplici aspetti benefici della vita. Tante donne, come appare in tanti spot televisivi in USA in campagne pro life, ce l’hanno fatta. Inoltre è fondamentale la competenza di chi comunica con impiego di professionalità. Benedetto XVI ricorda a tutti: “Non c’è intelligenza e poi l’amore: ci sono l’amore ricco d’intelligenza e l’intelligenza piena d’amore”.
E’ seguita una tavola rotonda a cui hanno partecipato i giornalisti di RAI, Repubblica, Sole 24 ore, Panorama ed Avvenire protagonisti dell’informazione scientifica in Italia. Ne è emersa la necessità di fare ascolto con il mettere al centro la notizia come il caso dei 94 embrioni distrutti all’ospedale S. Filippo Neri a Roma per un’avaria dei congelatori. Poche battute, analisi superficiale ha fatto emergere una non corretta informazione dei relatori, e prese di posizione scientifica sul sentito dire o sul mancato approfondimento.
Infine Mons. Viganò Presidente Fondazione Ente spettacolo ha tenuto una relazione su Cinema e Comunicazione. Temi come l’eutanasia sono stati trattati in film come “Milion dollar baby” o come in “Juno” il tema dell’aborto. Il cinema racconta ma va oltre il fatto e parla anche ai cuori. Anche il linguaggio va al centro dell’uomo, parla ad esso, gli apre nuove prospettive.
A margine del Congresso, va evidenziata una folta rappresentanza di giovani di licei interessati al tema, che hanno sollecitato il sottoscritto con domande sull’origine della vita, sulle tecniche di riproduzione umana. I giovani che sembrano assenti, rispondono e desiderano essere informati. Il percorso è tracciato da coloro che con entusiasmo dedicano spazio alla comunicazione come servizio per l’uomo.
Leonardo Damiani

















