I prodigi del sole
Alcuni termini medici sono diventati di dominio pubblico, per citarne uno famosissimo “il colesterolo”. Non è di questo, però, che intendo parlarvi bensì della tanto duffusa osteoporosi che tanto insidia la salute e la vita in particolare delle donne in età adulta e in menopausa.
Delle ossa e articolazioni spesso si sente parlare con rassegnata tolleranza, quasi fosse un titolo o un blasone delle età più avanzate, quasi fossero organi di ultima importanza, una sorta di pilastri di appoggio del corpo: in genere non se ne parla quasi mai se non, con una certa accettazione, a disturbi comparsi o al massimo è opinione diffusa che è settore da prendere in considerazione da una certa età. In realtà la giusta prevenzione dovrebbe avere inizio sin dalle età più giovanili, anche dalla prima infanzia.
La “forza” delle ossa è nella deposizione di sali di calcio; l’osso, aldilà di apparenza e popolari preconcetti, è un organo estremamente dinamico e collegato a complicati processi nutrizionali, metabolici, ormonali, a cominciare dal “prodigio del sole”, dalla sua luce che attiva a livello della nostra cute una vitamina detta D che è fondamentale, tra l’altro, per l’assorbimento intestinale del Calcio e la sua deposizione a livello osseo.
Ma noi spesso, per lunghi periodi, non siamo esposti al sole e questa vitamina D , da qualche tempo salita anche al ruolo di ormone, può essere insufficiente considerata anche la sua scarsa presenza in alimenti di più largo consumo.
E così, se essa è insufficiente, giorno dopo giorno pur mangiando alimenti ricchi di calcio si riduce l’assorbimento e la sua deposizione nell’osso. Se poi ci ricordiamo che il calcio non serve solo alle ossa ma è talmente indispensabile per tanti processi vitali da dover essere mantenuto costante come quantità nel plasma sanguigno, allora diventa chiaro che per compensare ogni sua eventuale riduzione viene prelevato dalle ossa che di conseguenza se ne impoveriscono.
Fare il dosaggio di calcio nel sangue e trovarlo normale non autorizza assolutamente a concludere che tutto va bene per le ossa. Pertanto, sin dalle più giovani età, con un semplice prelievo di sangue si deve dosare periodicamente la vitamina D; se essa è ridotta deve essere somministrata sotto controllo medico fino al raggiungimento di valori normali per garantire – ferma restando la normalità degli altri fattori collegati al metabolismo del calcio – la giusta struttura-funzione ossea. E’ assolutamente sconcertante che spesso si facciano prendere alle pazienti grandi quantità di calcio farmacologico senza avere la minima idea di cosa accada alla vit.D! E’ calcio perso, sono spese inutili, la patologia, silenziosamente, procede inesorabilmente.
Quindi, sotto controllo medico (mai il far da te con le vitamine,soprattutto con quelle tipo la D che si depositano e diventano tossiche!) assicurare con l’alimentazione un congruo e valido apporto di calcio, accertarsi che la vitamina D sia nella norma (e ciò dalle età più infantili fino alla vecchiaia spesso inficiata da deficitaria alimentazione e insufficiente esposizione alla luce solare), praticare attività fisica (anche le semplici passeggiate!) per almeno un’ora al giorno e,soprattutto nelle donne , almeno a cominciare dai quarant’anni, sottoporsi a un esame semplice, innocuo, rapido: la densitometria ossea (su femore e colonna vertebrale in particolare) che fornisce un quadro diretto e inequivocabile dello stato osseo e di sue eventuali silenziose modificazioni.
In verità, considerate quante variabili condizionano l’alimentazione, lo stile di vita,il metabolismo e lo stato endocrino dell’organismo,una densitometria non sarebbe inopportuna a cominciare dalle età più giovanili, soprattutto,a esempio, in giovanette con scoliosi o altri frequenti difetti del rachide (colonna vertebrale). Aspettare la menopausa per siffatte indagini è da veri incoscienti: a danno fatto è molto improbabile tornare indietro e si è costretti ad assumere farmaci che danno anche pesanti effetti collaterali. Certo,in menopausa, caduti gli ormoni femminili estrogeni che, tra l’altro, partecipano alla deposizione del calcio nelle ossa, il problema si fa più delicato, ma molto spesso, allora si evidenziano con progressiva accelerazione danni e modificazioni che in maniera silente hanno proceduto per anni alla luce dell’incuria o dell’ignoranza (che non è mai da imputarsi al paziente che, ovviamente,non ha competenza in proposito! Quante diete malfatte, quanti pregiudizi, quanti “modaioli” della scienza nutrizionale,quanti santoni delle novità purificatrici, quanti digiuni fuori posto, quanti eccessi fuori posto, quante integrazioni alimentari assassine del portafoglio e silenti nemiche della salute,e–mi sia consentito–quanta ignoranza mascherata da saccente populistica divulgazione si danno manforte per creare situazioni ai limiti,mascherate da una apparente buona salute,sotto le quali cova insidioso un dramma che può condurre a disastrose fratture e a una complessa disabilitazione!
Intanto, in questi giorni d’estate cerchiamo di concederci, in costume da bagno, l’esposizione alla luce. Non è necessario subire ustioni e pesanti colpi di sole e di calore: il prodigio del sole , dalla cute alle ossa, lungo una meravigliosa catena di adattamenti di tutto il nostro corpo, silenziosamente si comunica al nostro esistere con un “linguaggio” e una “melodia” energetica che viene–continuo eterno miracolo–dalla notte dei tempi e prima di ogni tempo!
Un ultimo suggerimento, prima di salutarci: chiunque soffra di malattie renali croniche affidi al suo medico il controllo della vitamina D, del calcio e delle ossa: in questi organi si compie un altro “miracolo”, la attivazione di questa vitamina. Anche i reni,queste antiche “bilance” dell’equilibrio chimico del corpo, sono legate alle ossa, i “signori delle acque” ai “signori della terra” che reggono il cielo della nostra esistenza…
Prof. Mauro Maria Minervini
docente di Fisiologia Umana Università di Bari

















